Su di noi


Come tutto ebbe inizio

“Estate 2019. Ricevo una chiamata al telefono, è Lorenzo Tarquini. Lorenzo lo conoscevo bene: avevamo fatto le elementari insieme, anche se poi c’eravamo persi di vista per molti anni. Ci ritrovammo quasi per caso, ad una cena, e sembrava che il tempo non fosse mai passato. Parlammo delle nostre reciproche esperienze musicali. Gli chiesi di suonare il basso su alcuni brani di Bedtime Rituals, il secondo album dei Søren, e si propose di aiutarmi a completare un pezzo che da tanto tempo era fermo in un cassetto, Mantra.
Dicevo, una telefonata. Non sono una persona molto mattiniera e soprattutto odio le telefonate: una telefonata la mattina presto difficilmente può ricevere una mia risposta. Ma era Lorenzo e io ero curioso di sapere di cosa volesse parlarmi. Mi chiede se ho voglia di fare colazione con lui e si propone di venire sotto casa mia entro mezz’ora.
La curiosità superò lo sconvolgimento dei miei piani per quella mattina e la mancanza di preavviso… e andai a fare colazione con lui. Quel giorno, seduti a quel bar, nacque Lost Generation Records anche se nessuno di noi due sapeva che si sarebbe chiamata così.
Da quel giorno sono cambiate molte cose, LGR è diventata una piccola realtà e le mia strada e quella di Lorenzo si sono separate ma tutto questo non sarebbe mai successo senza quella colazione a quel bar sotto casa”

Matteo Gagliardi

Due parole sullo stato attuale delle cose:

Viviamo in una epoca in cui a livello di imprenditoria musicale “indipendente” sono saltati quasi tutti gli schemi: i nuovi mezzi di fruizione non hanno fatto altro che portare alla luce decenni di declino culturale in cui la musica è stata percepita sempre e solo come “tappezzeria” o, nella migliore delle ipotesi, come estemporaneo divertimento, qualcosa per cui – dal punto di vista del pubblico – non vale la pena spendere del denaro. D’altra parte sussiste una visione culturale antica per cui la musica che un tempo si sarebbe definita “leggera” è relegata ad una posizione culturale subalterna nei confronti della musica altrettanto impropriamente definita “colta” ed è quindi immeritevole di sostegno. Avere un bel beat non significa non esprimersi artisticamente.

In un certo senso la raison d’être di LGR è – nel suo piccolo – ridare alla musica ciò che alla musica è stato tolto.

 

Cosa facciamo

  • Produciamo i dischi che ci piacciono (spesso intervenendo economicamente) e li distribuiamo digitalmente (su tutte le piattaforme) a nostre spese.

 

  • Stampiamo copie fisiche dei nostri artisti quando ha senso farlo.

 

  • Curiamo il management dei nostri artisti per cercare di farli crescere, anche con l’aiuto dei nostri partner.

 

Cosa non facciamo

  • Non vendiamo servizi alle band. Nel mercato discografico moderno moltissime “etichette” in realtà non sono altro che fornitori di servizi (produzione, stampa, promozione), noi non ci occupiamo di questo.

 

  • Non gestiamo i social dei nostri artisti e non abbiamo un ufficio stampa interno. Attualmente la promozione di tre su quattro dei nostri artisti (Bez Yorke, Søren e Venus in Disgrace) è gestita da Metaversus. Come dire, ad ognuno il suo lavoro.

 

  • Non ci occupiamo di booking. Saltuariamente organizziamo dei concerti per delle occasioni particolari (come il lancio di un nuovo disco) ma non saremo noi ad organizzare il vostro prossimo tour – sempre che sia possibile ancora organizzare tour in questa fase storica.

 

  • Non ci occupiamo di distribuzione retail, per una etichetta come la nostra non avrebbe senso. Quando ha senso farlo ci appoggiamo a distributori esterni (un caso su tutti, l’esordio dei Milano 84 sarà distribuito da Bordello a Parigi).

 

  • Non siamo (ancora) editori ma facciamo curare le edizioni dei nostri artisti da Terre Sommerse.